Funghi

In Comico, Racconti

Sabato pomeriggio, metà settembre, l’aria fuori è tiepida, c’è il sole.
Gelmetti prende la parola.
«Giusto due minuti» dice. «Due minuti soltanto per un funghetto a mio giudizio troppo sottovalutato»
«Sta’ attento» bisbiglia Zanatta a Pozzi. «Ci metto le balle che adesso attacca con la moretta»

Al tavolo siedono otto persone tra i cinquanta e i sessanta. Sulle pareti poster di funghi, nella stanza un armadietto per i medicinali, la porta di ingresso aperta, una porta chiusa, un lettino da infermeria dietro a un séparé.

«Trovo spesso troppa superficialità» prosegue Gelmetti «quando si parla di certi funghi». Sposta lo sguardo su Pavan. «E magari troppa passione quando si parla di certi altri» dice.
«Il porcino» si difende subito Pavan «si sa che è una bontà universale, dai!»
«E anche facile da trovare» incalza Pimazzoni.
«Sì, orco cane» interrompe Gelmetti «ma è anche banalotto, se la vogliamo dire tutta. In un circolo micologico dovremmo cercare di spingerci un po’ oltre. Dico male?»
«Sì, Gelmetti, ma non puoi negare la bontà del porcino, dai» dice Pavan.
«Ma mi spiegate» dice Gelmetti «perché non sento mai parlare, chessò, della bontà della moretta, per esempio?»
«Eccolo lì!» bisbiglia Pozzi.
«Ci mettevo su le balle…» dice Zanatta.
«Il porcino si sa che è buono» dice Gelmetti «ma resta un porcino, no? La moretta è un fungo superiore!»
«Sì» bisbiglia Pimazzoni «superiore un cazzo!»
«A me» gli sussurra Pavan «la moretta mi fa senso…»
«Io» dice Gelmetti «e penso di non essere l’unico, di farmi sei ore a boschi per tirar su chili di porcini la trovo una banalità e una perdita di tempo»
«Sì» bisbiglia Pavan a Pimazzoni «ma se il porcino è buono, porco cane!»
«Gelmetti» si alza Zanatta «però, se permetti, la moretta è anche un fungo bastardo. Farmi una giornata con gli scarponi pieni di merda e tornare a casa con un etto, dai, lo sai anche te!»
«Ma è proprio lì il bello!» sbotta Gelmetti. «La moretta è una donna esigente. Te la devi sudare, te la devi corteggiare»
«Eh sì» sussurra Pimazzoni «adesso andiamo tutti in figa, dai!»
«Però, Gelmetti» dice Cazzola «l’ordine del giorno era la spugnola»
«Io tribulo già a casa con mia moglie» dice Zanatta. «Se devo penare anche quando vado a funghi, eh porca boia…»
«La moretta» sbotta Gelmetti «te la mangi anche con un filo d’olio, così, cruda! È questo che sto cercando di dire. Il porcino boh, è tutto lì!»
«Sì, ma il porcino…» dice Pavan.

Dalla porta di ingresso entra un anziano, tutti tacciono, una vecchietta lo segue. Non dice nulla, si aggiusta la coppola, si guarda attorno. Cerca qualcosa, non la trova. Nessuno parla, l’attenzione è sulla coppia. L’anziano armeggia con la maniglia della porta chiusa a chiave, scuote la testa.

«Buongiorno» dice Gelmetti. «Ha bisogno?»
Il vecchietto studia il séparé.
«Sta cercando qualcuno?» chiede Gelmetti.
La vecchietta estrae un foglio, lo spiega. «Alfio» dice. Indica un rigo col dito, lo mostra all’anziano. Il vecchio prende il foglio, si guarda attorno. Studia la porta chiusa, squadra i poster, fissa il séparé, cerca di raggiungerlo.
Gelmetti si frappone, dice: «Scusi, posso aiutarla?»
«La foto» dice il vecchio.
«Siamo venuti per la foto» fa eco la signora.
«Qua parliamo di funghi» dice Pavan.
«Che foto?» chiede Gelmetti.
«Che ha detto?» bisbiglia Zanatta a Pozzi.
«La foto» dice il vecchio «o il fotografo…»
Studia confuso il foglio, poi conferma: «Cerchiamo la foto»
«Qua si parla di funghi» dice Gelmetti.
«Più avanti» dice Pavan «c’è un negozio di foto»
«Ma che indirizzo è scritto sul foglio?» chiede Zanatta.
Il vecchio non leva gli occhi dal séparé, cerca di aggirare Gelmetti. Gelmetti non molla, fa un passo di lato, lo ostacola.
«Qua parliamo solo di funghi» ribadisce Gelmetti.
La signora prende il vecchio sotto braccio. «Non è qui dai andiamo» dice, lo tira verso la porta. Il vecchio si mordicchia il labbro inferiore, guarda il séparé, poi cede alla presa della donna, esce.

«Ma che indirizzo era scritto sul foglio?» chiede Zanatta a Pozzi.
«Dicevamo?» riprende Gelmetti.
«La spugnola» dice Cazzola.
«La moretta» continua Gelmetti «è un fungo speciale. Se voglio un fungo da supermercato, tanto vale che me lo vado a comperare, no?»
«Per me però» dice Pozzi «il porcino mette d’accordo tutti»
«Io» dice perentorio Pavan «dentro il mio risotto la moretta non ce la metto. Questo è poco ma sicuro!»
«Ma porco cane» ribatte Gelmetti «la moretta non è un fungo da risotto!»
«Per me» borbotta Pimazzoni «la moretta sa di piedi…»

Entra un altro vecchio.
Tutti si bloccano, lo guardano. Legge un foglio, si regge su un bastone.
«Guardi che qua parliamo di funghi» gli dice subito Gelmetti.
Il vecchio lo guarda. «Sono qui per la foto» dice.
«Eccone un altro» dice Pozzi.
«Eh che maroni con ’ste foto!» sussurra Pavan.
«L’abbiamo già detto anche ai signori prima» dice Gelmetti. «Qua non ci sono foto. Trattiamo di funghi»
Il vecchio guarda la porta, poi studia il séparé, lo fissa con sospetto.
«La porta è chiusa» dice Gelmetti «e là dietro c’è solo il lettino»
«Ma che indirizzo è scritto sul foglio?» chiede Zanatta.

Il vecchio esce, Gelmetti lo segue sulla porta. Fuori nel piazzale ci sono una quindicina di anziani. Parlano tra loro, si mostrano la carta che hanno in mano, scuotono la testa, si lamentano. Poi due di loro si fanno avanti, affrontano Gelmetti.
«Prendiamo solo la foto» dice uno dei due.
«Non vogliamo disturbare» dice l’altro.
«La prendiamo e andiamo via» ribadisce il primo.
«Ma che foto?» domanda Gelmetti.
Il vecchio entrato all’inizio, Alfio, li raggiunge. Parla nell’orecchio al primo. «È dietro il divisorio» bisbiglia.
«Credo vi abbiano semplicemente informati male» dice Gelmetti.
«Vogliamo solo entrare un minuto» dice il primo.
«È dietro il divisorio!» sibila ancora Alfio.
«Non vogliamo creare nessun problema» dice il primo. «Ci serve solo la foto!»
Pimazzoni raggiunge Gelmetti.
«Ma che cazzo succede?» chiede.
«Ci dia la foto e basta porca miseria!» perde la pazienza il secondo.
«Ma qua non c’è nessuna foto, per la madonna!» scatta Gelmetti.
«Ancora con ’ste cazzo di foto?» dice Pimazzoni.
«Senta» dice il primo «ci faccia prendere le foto o vado diretto da Bortolon!»
«Mi scusi?» dice Gelmetti.
«E chi è Bortolon?» gli bisbiglia Pimazzoni.
«Sono due ore che cerchiamo ’sta foto!» si incazza il secondo.
«Resta calmo, Spartaco» dice il primo. «Adesso chiamo Bortolon»
«Ma chi cazzo è Bortolon?» chiede Pimazzoni a Gelmetti.
Gelmetti scuote leggermente la testa, gli fa cenno con la mano di aspettare.
Il vecchio tira fuori un Nokia, stringe gli occhi, digita insicuro.
Gelmetti è a braccia conserte, rivolge l’orecchio verso l’uomo al cellulare.
«Pronto?» dice il vecchio. «Fausto? Meno male, sono Scarpa». Poi copre il microfono con la mano e sussurra a Gelmetti: «È Bortolon»
Pimazzoni guarda Gelmetti, storce la bocca in giù e inarca le sopracciglia.
«Senti Fausto» continua Scarpa «ho qui uno in via Quadrato, vicino alla chiesa, che non ci fa entrare. Per la foto». Fa una pausa si rivolge a Gelmetti. «Cos’è il suo nome?» chiede.
«Il mio?» fa Gelmetti.
«Eh» fa Scarpa.
«Gelmetti» dice. «Gelmetti Carlo»
«Ho qui Gelmetti» dice Scarpa al telefono «Carlo. Ma non ci fa entrare. Per via dei funghi ha detto»
Scarpa ascolta, annuisce, scuote la testa, annuisce altre due volte, poi mette via il telefono.
«Adesso arriva Bortolon» dice a Gelmetti con aria soddisfatta. «Cinque minuti ha detto»
«Va bene» dice Gelmetti perplesso.
«Ma chi è ’sto Bortolon?» chiede Pimazzoni.
«Andiamo dentro» dice Gelmetti.

Pozzi si alza in piedi: «Spero che sia finita adesso con ’ste foto, eh!»
«Possiamo andare avanti?» chiede esasperato Pavan.
«Ho perso il filo del discorso» dice Gelmetti.
«Dovevamo parlare della spugnola» dice Cazzola.
«Sì» dice Gelmetti «La spugnola. Innanzitutto da cruda non si mangia, e questo mettetevelo bene in testa»
«Io manco ne ho mai vista una» dice Pozzi.
«Ma è un fungo di merda!» dice Pimazzoni.
«Sentiamo un attimo Gelmetti, scusate!» dice Cazzola.
«Perché di merda?» chiede Zanatta.
«Fate parlare Gelmetti, per la madonna!» insiste Cazzola.
«Io avvelenato non ci voglio finire» dice Pimazzoni.
«Ma se ho appena detto di non mangiarlo crudo!» alza la voce Gelmetti.
«Sì» dice Pimazzoni «ma cosa bisogna andare a cercarsela, con tutti gli altri funghi che ci sono!»
«E allora mangiamo solo i porcini, dio povero!» sbrocca Gelmetti.
«Possiamo sentire di ’sta spugnola, cristo santo?» dice Cazzola.

Bussano al vetro della porta di ingresso. Entra un uomo grasso, sudato, veste una polo.
«Con permesso» dice. «Sono Bortolon, per le foto»
«Ma andate tutti a cagare!» sbotta Cazzola. Si alza: «Io vado a casa» dice.
Cazzola si mette il golfino, prende il cappello, Pavan prova a trattenerlo, ma lui non sente ragioni, esce.
«E allora vado anchi’io, va’» dice Pozzi.
«Sono in macchina con te» dice Zanatta.
Se ne vanno entrambi.
«E che cazzo» fa Pimazzoni. «E allora andiamo via tutti!»
«Ma aspettate un momento» prova a dire Gelmetti, ma ormai sono tutti in piedi, vanno fuori uno dopo l’altro.
«Eh dai» dice Pavan «si vede che doveva andare così. Ci vediamo sabato prossimo»
Esce.

Nella stanza restano solo Gelmetti e Bortolon.
«Io mi devo scusare» dice Bortolon mortificato. «Qua è successo un gran casino»
«Ma che accidente è ’sta faccenda?» chiede Gelmetti. «Tutti con ’ste foto…»
«Eh, ci siamo sbagliati» dice Bortolon rassegnato. «Non dovevano venire qui»
«Chi vi siete sbagliati?» chiede Gelmetti.
«Abbiamo scritto la via sbagliata» dice Bortolon. «Tutto lì. Non dovevano venire qui»
«Sbagliati su cosa?» chiede Gelmetti.
«Ma adesso si immagina il culo che mi fanno giù in casa di cura?»
«In casa di cura?» dice Gelmetti.
«La direttrice è una tale stronza, guardi» dice Bortolon. «Adesso devo anche rispondere personalmente. E sa qual è la cosa divertente, per così dire? Che io lo avevo detto subito che per me la caccia al tesoro era una cagata».
Bortolon tira fuori un fazzoletto di stoffa, si terge il sudore, si guarda attorno, poi chiede: «Cos’ha detto che fate qui?»
«Funghi» dice Gelmetti. «Parliamo di funghi»
«Ah, funghi, eh?» dice Bortolon. «Buoni i funghi. Un po’ me ne intendo anch’io, sa?»
«Eh» dice Gelmetti «è una bella passione».
Bortolon si guarda attorno, studia i poster, tampona la fronte col fazzoletto.
«Ma senta un po’» dice. «Per trovare porcini buoni qui, dove si va?»

Copyright © Luca Lonardelli